Haak trascina Scandicci, che colpaccio a Novara!

Seconda giornata di ritorno per la serie A-1 femminile con un posticipo televisivo previsto per domani sera al PalaCandy di Monza alle 20.30 contro l’Unet E-work Busto.
novara-scandiccI 2-3 (25-21, 20-25, 22-25, 25-21, 12-15) — Scandicci passa a Novara. La vittoria al tie break vale il primato per le toscane mentre per le piemontesi è la seconda sconfitta consecutiva dopo il k.o. di domenica sempre in 5 set contro Brescia. Primo set che Novara approccia nel modo migliore, portandosi in fretta sul 12-6, con Egonu e Piccinini protagoniste nel break che costringe Parisi a spendere il primo time out. La reazione della Savino Del Bene è però da squadra vera fino a l16-16. Carlini si rifugia in zona Egonu (8 punti nel set), Novara riparte allungando sul 21-18, complice un errore di Haak che spiana la strada alla Igor, che chiude con un gran muro di Piccinini su Stevanovic per il 25-21. La partita riparte con ancora la Igor a fare l’andatura (4-2, 8-6) ma anche molto fallosa al servizio. Scandicci prova a mettere in partita Vasileva (2 soli attacchi nel primo set, 17 ricezioni) e Malinov riesce nell’operazione, tanto che proprio la bulgara diventa il grimaldello per scardinare un set trascinatosi sul punto a punto sino al 17 pari. Cresce anche il muro della formazione toscana e Haak e Bosetti fissano il 20-25. La musica non cambia nel terzo set, con Novara che litiga con la battuta ma soprattutto perde completamente il gioco al centro. Scandicci, invece, cresce e nel momento chiave alza il livello del suo muro, e con una fiammata di Haak va a chiudere 22-25. Quarto set che Novara prova ad aggredire subito guadagnando un buon vantaggio fino al 17-13 firmato Piccinini (muro). Scandicci prova a rientrare fino al 18-16 ma la Igor trova l’allungo decisivo per il tie break con Bartsch. Al tiebreak sono le padrone di casa a partire meglio (5-2) ma un paio di errori permettono a Scandicci di rientrare (5-5) e sorpassare 7-5 con l’ace di Vasileva. Novara rientra fino all’11-11 ma il muro di Stevanovic su Egonu (13-11) gira definitivamente la partita. (Andrea Crippa)
bergamo-casalmaggiorE 3-2 (25-20 25-22 21-25 17-25 15-9) — Bergamo scappa sulle ali di Smarzek e Courtney, Gaspari mette Cuttino e Gray, salgono Kakolewska e Bosetti poi però ci pensa Acosta a prendere per mano le compagne ed assestare il colpo di reni decisivo in un match vibrante risolto sul filo di lana. La Zanetti parte lasciando inserita la marcia che le ha permesso di espugnare Busto, Bertini conferma Carraro in regia e Courtney in posto 4 e l’idea pare proprio essere ancora quella giusta. L’americana (10 palloni a terra nei primi due parziali), in tandem con Smarzek (7 punti 40% in avvio, 5 col 45 nel secondo), infatti, trascina le padrone di casa – concrete in avanti, attentissime in difesa – prima abili a mettere in cantiere il vantaggio e poi a raddoppiare capitalizzando al meglio anche le amnesie offensive di Carcares (12%) e Rahmova (25%) nonché la superiorità a muro (4-1 e 4-1). Sotto 0-2 allora Casalmaggiore trova nuova provvidenziale linfa dalla panchina con Cuttino e Gray che, con una Kakolewska da prima pagina che si era già elevata nel secondo periodo (7 punti, 100%), prima accorciano e poi pareggiano la situazione. In un contesto completamente ribaltato da sottolineare una Bosetti letteralmente lievitata e una ricezione capace di tornare su livelli di garanzia assoluta (85% con 80% perf). Dalla parte opposta pesa come un macigno il calo sul piano offensivo (38 contro 51 e 46 contro 68) rappresentato da una Courtney che nel cuore nel quarto set lascia spazio a Loda, confermata anche nel quinto. Un tie-break nel quale le rossoblù si rialzano, approcciano con il piede giusto (5-2 muro Smarzek e 7-3 ace Acosta) poi proprio Loda timbra due punti pesanti che tengono a distanza le ospiti. E il finale è tutto di Acosta, sia in attacco che a muro, che consente alle orobiche di ottenere un altro scalpo eccellente in questo inizio di 2019. (Federico Errante)
cuneo-Chieri 3-1 (25-22, 22-25, 25-15, 25-20) — La protagonista del match che Cuneo vince contro Chieri è la cubana, naturalizzata azera, classe ’91, Wilma Salas Rosell. In campo da titolare con la Markovic impegnata nelle qualificazioni agli Europei, ha permesso alla Bosca San Bernardo di aggiudicarsi il “derby piemontese” della Samsung Volley Cup: terza vittoria consecutiva per le cuneesi. Muro e alte percentuali nella ricezione positiva gli ingredienti della vittoria. Il “di più” del match l’ha messo la Salas (24 punti con il 56%) a cui la palleggiatrice Bosio si è affidata per le “palle sicure” insieme alla Van Hecke (21 punti). L’opposto chierese Silva è partita alla grande, poi è calata nel corso del match (25 punti, 43%). Cuneo concede un solo set e senza storia è stato il confronto a muro: 12-4 per le padroni di casa. Primo set con la sfida tra opposti: Van Hecke e Silva rispettivamente per Cuneo e Chieri. Grande equilibrio, con la Bosca San Bernardo sempre in fuga e le ospiti a rincorrere. La differenza è che la De Lellis (Chieri) chiama a rete soprattutto l’opposto cubano, mentre la Bosio smista di più gli attacchi. Così Silva, al termine del set vinto da Cuneo di misura (25-22), totalizza 11 punti col 65% (quasi mai fermata a muro) e poco altro per le compagne, la belga di Cuneo chiude con 7 punti, la Salas 7, bene la Zambelli anche a difesa e con i tocchi a muro. La seconda parte del parziale è un “botta e risposta” tra opposti, chiude il set l’errore al servizio di Silva, con Cuneo al 70% di ricezione positiva. Forse le padroni di casa “mollano la presa” troppo presto, forse Chieri ci crede di più: fatto sta che Reale Mutua Fenera non ha alcuna intenzione di sfigurare al Pala Ubi e nel secondo set sfodare una prestazione corale convincente. Cuneo, in realtà, riesce a tener eil 79% di ricezioni positive, ma non “morde” nei momenti decisivi del set. Chieri va a segno con una maggiore distribuzione (Middleborn 4, Perinelli 5, Silva 5), ma è a fine parziale che Chieri dice la sua. Angelina stampa un muro su Zambelli (20-21), Cruz spara out (21-23), poi chiude Silva con il lungolinea: 22-25 e 1 set pari. Terzo set dominato da Bosca San Bernardo che mette subito in chiaro la volontà di rimediare alle distrazioni: ace di Cruz e muro a uno di Menghi sulla pipe di Silva (6-3). È il parziale della Salas che passa sopra il muro chierese sempre (10 punti, con l’82% di rendimento) e della Menghi (3 muri). Sul 17-8 coach Secchi cambia il palleggio: Scacchetti per De Lellis, ma Cuneo non molla. Silva fatica a far punti (4), l’intera squadra ospite scende al 28% in attacco. Il quarto set Cuneo lo sente proprio find alle prime battute: Menghi e Bosio murano, così come la Van Hecke (8 pari su Angelina). Rientra in campo la Aliyeva per Angelina, ma la tendenza non cambia. Salas “vola” su ogni pallone sopra al muro delle avversarie, Chieri fatica in attacco e sbaglia in battuta. Il set si chiude 25-20 con la Cruz a segno e Cuneo conquista la settima vittoria per 3-1. Salas votata come migliore in campo. (Gianni Scarpace)
firenze-brescia — Tre a zero, punizione pesante per una partita molto più equilibrata di quanto possa apparire dal punteggio. Firenze ha meritato il successo, ma Brescia si è battuta alla pari in molte situazioni, confermando di essere squadra solida e in periodo di grande condizione, tecnica, atletica e mentale. Certo, il sestetto di Gianni Caprara è in periodo di grande reattività ed ha perfezionato molti aspetti tattici e tecnici nel proprio comportamento. Mina Popovic (MVP) è stata la migliore realizzatrice della gara (15 punti all’81%) e ottima prova hanno fornito ancora un volta Sara Alberti e Nika Daalderop (11 punti per entrambe). Non utilizzata Santana per probela fisico ad un ginocchio. Anche Brescia ha avuto una schiacciatrice con 15 punti (Pietersen), ma con percentuale molto più bassa (31%). La gara è cominciata con una serie lunghissima di scambi prima che il pallone casa a terra. Una volta normalizzato il gioco, Firenze prende vantaggio cospicuo (8-3, 12-4, 18-13, 20-15) e contiene senza apprensioni i pur consistenti tentativi di recupero del sestetto lombardo. Brescia non utilizza Jessica Rivero iscritta a referto, recupera molto nel finale del set con un’ottima difesa e precisi attacchi, ma non basta: Alberti chiude prima del 24 pari. Il segnale è in ogni caso di preciso significato: Brescia è viva reattiva. Intanto Pietersen ha messo a segno 6 punti. Firenze, di poco migliore nelle percentuali d’attacco, presenta la centrale Alberti con 5 al 62%. Brescia va al comando nella seconda frazione (6-9), si fa avvicinare, subisce la parità (12-12) e il sorpasso in una fase che vede in grandissima lucidità Laura Dijkema, regista di grande talento de Il Bisonte. La partita è comunque contrassegnata da difese molto attente ed efficaci (in evidenza particolare Beatrice Parrocchiale). Firenze si mantiene avanti (20-17, 21-18, 22-19). Gran muro di Lippmann per il punto 24 e una stoccata di Popovic per la conclusione. La stessa Popovic vanta 6 punti nel set (85%), mentre nel Brescia risulta la più incisiva ancora Pietersen con 5 (ma con 18 attacchi). Molto equilibrio nella parte iniziale della terza frazione fino all’8-8. Qui Firenze dà una scossa e sale a 12-8. Le leonesse bresciane non sono ancora domate e neppure in soggezione. Il sestetto di Mazzola possiede notevoli risorse ed è in ottima condizione atletica. Duelli serrati, vantaggi che si allungano e si accorciano. Si torna alla parità a 17 e Brescia passa al comando (18-19), con speranze di rimonta. Errori fiorentini e il margine si dilata (20-22), alta tensione parità a 22 e 23. Errore di Bartesaghi (schiacciata lunga), errore di Candi in battuta ed è 24 pari. Finisce 27-25 con un ace di Sorokaite. (Alberto Paoli)
filottrano-club italia 3-0 (25-23, 25-20, 25-21) — Torna al successo Filottrano, ma che fatica con le ragazze del Club Italia. Vittoria doveva essere e vittoria è stata. Troppa sofferenza, però. Merito anche di Massimo Bellano, atteso e applauditissimo ex, a cui non è riuscito lo scherzetto al Palabaldinelli. In compenso, ha dato filo da torcere alle rosanero, al di là del 3-0 finale. La Lardini balbetta in difesa, non punge in attacco e inanella una serie di errori dettati anche dall’approccio soft a un match dal risultato tutt’altro che scontato. Vasilantonaki fa e disfa. Esce alla distanza nel primo set, risolvendo l’impasse con 3 punti nel momento cruciale (10 nella frazione), ma era stata lei a regalare speranze alle azzurrine con l’errore in ricezione del 17-17 (su Lubian), seguito dal primo vantaggio ospite (muro di Populini). Sul 23-23 di Malual, ci pensano Whitney e Di Iulio (25-23). Dalle premesse si capisce che sarà una serata di patemi per la squadra di Schiavo, privo di Pisani, bloccata da un problema alla spalla. Anche nel secondo set il Club Italia gioca con orgoglio, va avanti 12-11 con due ace filati di Lubian, resiste fino al 20-20 (Cogliandro out), ma regala ben 12 punti (appena 36% in ricezione e 31% in attacco) e crolla sul più bello, con la mano delicata di Tominaga che al servizio diventa un martello e produce due ace (25-20). Stessa storia al rientro in campo: tanti errori, al netto di alcuni scambi avvincenti, lo scatto delle ragazze di Bellano che vanno avanti con Onoruyi (12-13) e un ace di Lubian (13-15) ma vengono riprese e sorpassate dall’ace di Vasilantonaki (20-19). Onoruiy mette giù la palla del 21 pari, ma Garzaro, due muri consecutivi e la schiacciata potente di Di Iulio (migliore in campo) regalano un successo d’obbligo a Filottrano, anche se per la salvezza c’è ancora molto da sudare. (Stefano Rispoli)

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